Tutto esaurito a Treviso per l’Orchestra del Teatro La Fenice diretta da Elisabetta Maschio. Un risultato che arriva mentre l’attenzione mediatica prova a costruire confronti personali. Maschio sceglie invece un’altra direzione: lasciare parlare il percorso, la musica e il lavoro, spostando il tema sulla presenza ancora troppo marginale delle donne ai vertici della direzione d’orchestra.
Il pubblico prima delle etichette
L’apertura della nuova stagione concertistica del Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso, affidata all’Orchestra del Teatro La Fenice con la direzione di Elisabetta Maschio, ha registrato il tutto esaurito.
Il programma, dedicato a Mozart e Beethoven, ha inaugurato un cartellone che cresce da undici a quattordici appuntamenti e amplia la proposta musicale della stagione.
È un dato semplice ma significativo: prima di qualsiasi etichetta o paragone, c’è un incontro riuscito tra un’orchestra, una direttrice e il pubblico.
Una carriera che non nasce da un confronto
Il debutto di Maschio con l’Orchestra del Teatro La Fenice ha attirato inevitabilmente anche domande sul nome di Beatrice Venezi. Ma è stata la stessa Maschio a ridimensionare con chiarezza quella lettura.
Essere una delle prime direttrici ospiti dopo le recenti vicende legate alla Fenice, ha spiegato, è una “pura circostanza”: non una successione simbolica, non un confronto tra due figure professionali, non il punto da cui leggere il suo percorso.
Il centro resta il lavoro. Una storia professionale costruita attraverso decenni di attività musicale, dagli esordi come maestro sostituto alla direzione d’orchestra, dalla direzione artistica di istituzioni musicali e teatrali fino all’attuale impegno come Presidente dell’Associazione Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili e Infantili in Italia ETS.
Non una figura definita da chi viene prima o dopo, dunque, ma una storia professionale autonoma.
Il tema non è chi viene “dopo”. È quante donne possono esserci
Maschio sposta così la discussione da una questione personale a un problema molto più ampio: la presenza ancora limitata delle donne nei ruoli musicali apicali e nelle direzioni stabili delle grandi orchestre.
La vera svolta, nella sua prospettiva, arriverà quando vedere una donna alla guida stabile di una grande orchestra non sarà più un’eccezione da sottolineare, ma una condizione normale della vita musicale.
È un cambio di prospettiva importante: meno attenzione alla retorica dei “primati” e più attenzione alle responsabilità reali, continuative e riconosciute.
Dalla Fenice a Giuseppe Sinopoli
In queste settimane il percorso di Maschio incontra anche la figura di Giuseppe Sinopoli.
Il 4 ottobre al Teatro Toniolo di Mestre, Maschio torna alla guida dell’Orchestra del Teatro La Fenice per un concerto dedicato al compositore e direttore veneziano, nel venticinquesimo anniversario della sua scomparsa.
Il collegamento è particolarmente significativo anche per il percorso nazionale che il Sistema italiano sta sviluppando nel 2026 intorno a Sinopoli.
Nell’intervista pubblicata da Il Gazzettino, Maschio richiama soprattutto una dimensione della sua eredità: l’attenzione ai giovani e la capacità di immaginare la musica anche come esperienza educativa e sociale. Il titolo scelto dal quotidiano sintetizza bene questa prospettiva: “Sinopoli ha aperto i teatri ai ragazzi”.
Musica, giovani, responsabilità
È anche qui che il percorso artistico di Elisabetta Maschio incontra il lavoro dell’Associazione.
Da una parte il palcoscenico, le orchestre professionali e il repertorio. Dall’altra la costruzione di opportunità musicali per bambini e giovani, la relazione tra territori ed esperienze differenti, la possibilità di trasformare il talento in occasioni concrete di crescita.
Due dimensioni che non sono separate, ma che possono incontrarsi nell’idea di una musica capace di essere contemporaneamente eccellenza artistica e responsabilità culturale.
Lasciare parlare il percorso
Il tutto esaurito di Treviso, l’incontro con l’Orchestra della Fenice e il percorso dedicato a Sinopoli raccontano qualcosa di più interessante di un confronto tra nomi.
Raccontano una direttrice che sceglie di lasciare parlare il proprio lavoro e che, quando il dibattito prova a riportarla dentro un paragone personale, sposta la questione dove dovrebbe stare: sulla musica, sulla professionalità, sulle istituzioni e sulle condizioni necessarie perché sempre più donne possano trovare spazio ai vertici della vita musicale.
Non si tratta di essere “dopo” qualcuno. Si tratta di esserci.
Rassegna stampa e approfondimenti
- RaiNews TGR Veneto — Treviso, al via la nuova stagione concertistica del Teatro Mario Del Monaco
- Vanity Fair Italia — Elisabetta Maschio: “La mia storia parla per me”
- Il Gazzettino, 4 ottobre 2026 — “Sinopoli ha aperto i teatri ai ragazzi”
